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LookAt Festival 2010

Video Art & Music

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Lucca

15-30 Maggio 2010

Festival


LookAtFestival, mostra di videoinstallazioni e vetrina per eventi di musica elettronica nasce a Lucca nel 2007 all’interno di un contesto di giovani creativi interessati alle nuove forme dell’arte contemporanea.
Dalla vocazione interdisciplinare, il LookAtFestival presenta una rassegna di opere esemplari nel campo della comunicazione artistica audiovisiva, organizzando nel periodo della mostra importanti performance musicali di livello internazionale legate alle nuove espressioni della musica elettronica e sperimentale, proponendosi in area toscana e nazionale come punto di riferimento per il pubblico interessato alle arti visive e alla musica. LookAtFestival è all’avanguardia perché al suo interno convivono tutte le più attuali forme artistiche audiovisive:
visual art, video live performance, videoinstallazioni e ambienti interattivi.


Il 2007 è l’anno d’esordio. La location della mostra e degli eventi musicali è la suggestiva cornice della Ex-Manifattura Tabacchi, situata nel centro storico di Lucca. La manifestazione nasce da una collaborazione di artisti locali, sia per quanto riguarda concezione e allestimento delle opere che per gli eventi musicali. La buona risposta di critica e pubblico è immediata e inaspettata. Nel 2008 il progetto continua a crescere, si riconferma la collaborazione con la Provincia e il Comune di Lucca, arriva l’appoggio della Regione Toscana e del Festival della Creatività e vari sponsor sostengono l’evento.


L’Ex-Manifattura Tabacchi resta ancora la sede espositiva.
Il festival si apre alle collaborazioni internazionali: cinque artisti spagnoli vengono affiancati a cinque artisti italiani. Altra novità è l’istituzione di un bando di concorso per videoartisti emergenti della Toscana. La sezione musica del festival si evolve e la line up coinvolge musicisti di fama nazionale e internazionale. Nel 2009 LookAtFestival affida la cura della mostra Luci(di)corpi e del catalogo a Elena Marcheschi. Grazie a questa scelta sale il livello artistico dell’esposizione e il riscontro favorevole di pubblico e critica riconferma la collaborazione per il 2010. L’edizione del 2009 è contrassegnata anche dai grandi concerti, la location viene spostata dalla Ex-Manifattura Tabacchi al più capiente Punto Fiera, i dj set di artisti internazionali fanno del festival un punto di riferimento per la musica elettronica. Alcuni dei videoartisti che hanno partecipato al Festival: Carles Congost, Ennio Bertrand, Francesco Arena, QQ, La Comida, Moneyless, Man- naManna, Fabio Bertini, Berto, LalbergO, Fèrmin jimenèz, Nacho Magro, Collettivo Boris Kaufman, Alessandro Amaducci, Louis Bode, Aurora Meccanica, Cilema Reisen, In_flux, Claudia Maina, Santifantifilm, Sara Taigher.


Videoart


Giunto alla quarta edizione, LookAt Festival, festival di videoinstallazioni e musica elettronica, sarà ospitato quest’anno nei prestigiosi spazi della Fondazione Ragghianti di Lucca.
Il vernissage della mostra avrà luogo, alla presenza degli artisti, sabato 15 maggio alle h.18 e sarà visitabile fino a domenica 30 maggio. Giacomo Verde (tecnoartista, mediattivista, videomaker), durante l’inaugurazione, “darà vita” con una performance alla propria installazione.

ImmaginAzioni è il titolo di questa edizione che ospiterà le installazioni di Mario Canali, Ass. Dn@, Theo Eshetu, Giulia Gerace e Tiziana Bertoncini, Marcantonio Lunardi, Lorenzo Pizzanelli e Fariba Ferdosi, Marco Pucci, Sara Rossi, Giacomo Verde.
Immaginari (creativi, metaforici, caleidoscopici, realistici) e azioni (generative, interattive, dialettiche) vengono proposti dagli artisti sia come fattori determinanti nella creazione delle rispettive opere, ma anche come invito alla partecipazione dello spettatore, in alcuni casi fisicamente interattiva, in altri più immaginifica, intima, speculativa.
Gli spettatori dovranno scegliere all’ingresso della mostra quale percorso affrontare, se vorranno prima immaginare o agire, a seconda della propria curiosità e del grado di coinvolgimento che desidereranno sperimentare.
Le installazioni presentate si muovono ai confini delle arti e dei linguaggi mass mediatici, intrecciando dialoghi con le forme più tradizionali della pittura, la scultura e la performance, volgendosi all’arte elettronica creativa, per poi esplorare i mondi reali ripresi dal videofonino, fino alle realtà virtuali.

Mostra a cura di: Elena Marcheschi.


MARIO CANALI

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Scribble Test


Lo Scribble è un’installazione interattiva in grado di individuare il profilo caratteriale del visitatore mediante la lettura del suo scarabocchio.
Il computer analizza il segno tracciato con la penna digitale sullo schermo e lo restituisce sotto forma di musica, forma, colore, frammenti video di azioni sceniche.
Alla fine è possibile ritirare un foglio con il proprio profilo psicologico.
Lo psicologo dott. Elio Massironi oltre venti anni fa ha cominciato a fare eseguire ai propri pazienti uno scarabocchio per ottenere maggiori elementi per la diagnosi e la cura.
Da quell’esperienza è nata l’idea di sviluppare un sistema valutativo a partire da un segno tracciato con una penna digitale.
“Facendo uno scarabocchio una persona non può che presentare se stessa. Lo Scarabocchio è l’alone, l’aureola che sta attorno alla persona.” (Dott. Elio Massironi)

Ideazione: Mario Canali ed Elio Massironi
Test psicologico: Elio Massironi
Riduzione ad algoritmo: Mario Canali
Software: Roberto De Biaggi, Mario Canali, Marcello Campione
Performer: Xena Zupanic
Programma musicale: Elektrance di Giuliano Caione e Giovanni Cino
Riprese video: Domagoj Mazuran
Montaggio: Mario Canali
Tavolo e poltrona: Leonardo Aurelio
Strutture porta-plasma: Gaetano Muratore

ASS.DN@

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Terz0cchio project. Moonlanding


La realtà ci appare sempre da una prospettiva che nasce dal nostro interno, da quello che i nostri sensi ci consentono di percepire.
Ma cosa si prova ad essere spiati da noi stessi attraverso una visione in cui diventiamo oggetto tra gli oggetti? Cosa accadrebbe se, all’improvviso, l’immagine di noi divenisse l’unico modo che rimane per osservare il mondo che ci circonda con noi stessi dentro di lui? E in più, se all’improvviso l’universo che noi percepiamo ci apparisse improvvisamente del tutto mutato, irreale e mutante?
In TerzOcchio project, lo sguardo in soggettiva con il quale siamo abituati a scrutare il mondo si ribalta e si trasforma in una oggettiva sulla nostra soggettività. Un “ingarbugliamento lessicale” che bene rende il senso dello straniamento di chi vive questa “avventura”.
Un luogo-esperienza in cui il visitatore è guidato da un senso a lui estraneo, la vista di un terzo occhio che diventa l’unica guida in un microcosmo in cui niente esiste realmente se non, appunto, il visitatore stesso.
Una sorta di “Irreality show”, ambientato in un mondo in cui possono materializzarsi le nostre paure, i nostri desideri in un sogno-non sogno vissuto in stato di veglia.
Moonlanding offre agli spettatori la possibilità di immergersi in un ambiente interattivo dove lo scenario lunare è ricostruito con la tecnica del chromakey.
Mentre dall’esterno l’ambiente appare solo come una scatola a sfondo verde, chi è all’interno - indossati gli appositi occhiali – si muove attraverso il paesaggio lunare, ascoltando l’audio originale delle comunicazioni radio NASA.
Con un particolare: ciò che si vede negli occhiali non è solo lo spazio lunare, ma noi stessi immersi in esso.Bisogna perciò abituarsi ad agire in terza persona, comandando i propri movimenti dall’esterno.

Ideazione: Pierpaolo Magnani
Chroma Key Video: Sara Pardini
Contenuti e Interaction Design: Pierpaolo Magnani e Paolo Pasteris
Sound Designer: Stefano Baldan
Graphic Designer: Daria Ceccanti
Virtual Set Designer: Paolo Pasteris
Supervisione Artistica: Carlo Infante

THEO ESHETU

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Trip to Mount Zuqualla


Trip to Mount Zuqualla è la testimonianza di una esperienza e il tentativo di tradurre quell’esperienza in immagini e suoni. Ogni anno pellegrini, mendicanti e curiosi si incontrano sul Monte Zuqualla, a cento chilometri a sud di Addis Abeba in Etiopia, per celebrare un santo che nel terzo secolo convertì la popolazione animista al cristianesimo. In questo giorno animisti e cristiani si incontrano per celebrare l’evento. Ho visitato questo luogo con il prof. Alula Pankhurst, capo del Dipartimento di Antropologia dell’Università di Addis Abeba. Non c’è molto da dire sul perché questa tradizione esiste ancora, le sue ragioni si perdono nel tempo, ma i suoi riti sono celebrati tuttora.
Trip to Mount Zuqualla presenta una sorprendente visione dell’Africa, sia nella forma che nel contenuto di un argomento che ha radici nella cultura europea. Contrariamente a quanto si crede il cristianesimo è stato integrato in Etiopia prima che venisse adottato come religione a Roma, quindi lo scopo dell’installazione è creare una relazione tra i diversi sistemi culturali. Il rituale non è semplicemente fotografato per la sua estetica, ma come forma di dialogo tra l’atto del vedere e il significato di ciò che è rappresentato. Il dilemma dell’immagine fotografica è che si tratta di una dichiarazione visiva in cui è assente la vita in atto, e il suo scopo è trascendere l’apparenza per riflettere una realtà interiore. Questa è la vera esperienza e le sensazione della nostra presenza fisica in un luogo che ha bisogno di essere comunicato ed espresso.
Sul Monte Zuqualla l’animismo, e cioè il credere negli elementi naturali e in ciò che appare ai nostri occhi, è trasformato in cristianesimo, in quanto credenza di una divinità spirituale nell’uomo.
è proprio la realizzazione di questo passaggio, di questa trasformazione da una stato all’altro, a portare alcuni partecipanti allo stato di trance. Forse è il desiderio di appartenere a una comunità più vasta a provocare una trance autoindotta come forma di iniziazione, o forse qualcosa che non conosciamo e che attraverso l’arte e il rituale stesso proviamo a capire.

GIULIA GERACE
TIZIANA BERTONCINI

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In Sospensione


Una luce blu intensa di un già passato tramonto estivo, il cielo è così stasera, di un magnifico blu senza fine.

Come altre sere sono qui, ma questa volta non in campo a giocare insieme agli altri; stasera sono qui al di sotto del canestro, al di fuori di queste linee bianche che delimitano il terreno di gioco: lineebiancheimmaginarie di un terrenogiococemento…

Corsa, urla, fischi, scarpe da ginnastica. La palla rimbalza da una parte all’altra di un campo contratto dal tempo del gioco che scorre…il tempo dei minuti e dei secondi.

Prendo la macchina fotografica reflex, quella meccanica, sono ancora tecnologicamente arretrata: un rullino di diapositive, lo carico, monto il cavalletto e sul cavalletto la macchina, tempo di posa alto, è quasi buio, chissà se verrà qualcosa…non so…
Ma carico la macchina e inizio a scattare, dal basso verso quell’ altocanestroeblu qui sopra me.

Il moto orizzontale dei corpi diventa slancio verticale e i piedi si staccano da terra, il tempo si ferma, si dilata.
I suoni fuggono l’uno dall’altro, scaraventati nello spazio restando sospesi, come se galleggiassero nell’aria.
Il suono definisce lo spazio, l’immagine, il tempo.

MARCANTONIO LUNARDI

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Worker on the roof


I lavoratori italiani in difficoltà, per essere ascoltati da qualcuno, sono stati costretti ad arrampicarsi sui ponteggi e sui tetti come estremo gesto di denuncia della loro condizione. La spettacolarità di questi presidi è stato l'unico modo che hanno trovato per raccontare la loro storia di resistenza quotidiana. Nel far ciò, quei lavoratori hanno pensato al modo migliore per raggiungere il mezzo televisivo. Perché questo serviva a dare consistenza reale alla loro lotta che non sarebbe mai "esistita" se nessuno l'avesse vista.
Tutti noi abbiamo assistito alle immagini che documentavano queste vicende ma spesso le proteste non arrivano neanche al tubo catodico. Eppure, dietro quello schermo, c'è un mondo reale che viene costantemente ignorato per il semplice fatto che nessuna televisione ne trasmette le immagini.
Se io metto una persona su un tetto per fargli raccontare la sua storia non sarà altrettanto "reale" come quando la sua immagine passa attraverso uno schermo.
La televisione sostituisce l'uomo, così come gli schermi collocati sopra il tetto sostituiscono i lavoratori che protestano. E allora ecco che gli inediti video amatoriali girati dai familiari degli operai diventano "veri" nel momento in cui vengono “televisati”, perché l'attuale percezione della realtà passa inesorabilmente dall'imprimatur televisivo.
Proprio per poterli ascoltare, sostituiamo ai lavoratori la loro immagine catodica e la collochiamo nel luogo di protesta che hanno scelto. Il sistema mediatico concede spazio al dissenso solo se trasformato in spettacolo. La realtà è meno reale della televisione?

LORENZO PIZZANELLI
FARIBA FERDOSI

Bio   

Marinetti 4 (Marinetti alla quarta)


Marinetti alla quarta è un’opera multimediale interattiva poliforme, basata su una ricostruzione virtuale che, attraverso un modello interattivo e l'uso di intelligenze artificiali, capaci di elaborare diversi linguaggi visivi e sonori, è pronta a dialogare in tempo reale col pubblico, rispondendo alle sue domande.
Un sito Internet (www.marinettiallaquarta.it) appositamente predisposto, consentirà di far vivere la stessa esperienza al pubblico attraverso il web.
Tre sono le versioni nelle quali l’opera è declinata:

Versione Web - sul sito www.marinettiallaquarta.it, il pubblico potrà, con la tastiera, formulare liberamente domande e dialoghi, che Marinetti riporterà sempre alla sua storia e visione del Futurismo.

Versione Scultura-Robot - la scultura, costituita da coni di acciaio, alta circa due metri, fornita di tre video (uno per la testa, uno per il ventre, l’altro per il dorso), risponde alle domande formulate a viva voce dal pubblico attraverso un microfono.

Versione Valigia Futurista - il personaggio Marinetti appare a mezzobusto all'interno di una valigia e risponde alle domande formulate a viva voce attraverso un microfono.
Marinetti alla quarta si presenta come un progetto unitario destinato a evolversi grazie all’interazione e agli stimoli esterni, fino ad assurgere a una forma matura (o stabile). Ogni domanda rivoltagli, infatti, aumenta il suo bagaglio cognitivo e con esso la sua capacità di rispondere in modo via via più articolato e completo alle sollecitazioni successive. Particolarità di Marinetti alla quarta è proprio quella di rendere i visitatori parte essenziale dell’opera stessa, che nasce e si sviluppa anche attraverso il rapporto dialogico tra il pubblico (fornitore di stimoli) e il regista (selezionatore degli stimoli).

LookAtFestival 2010 presenta Marinetti alla quarta nella versione scultura-robot.

MARCO PUCCI

Bio   

Vedimi!


Le nuove tecnologie di massa, come il cellulare e internet, sono alla base della enorme diffusione di immagini amatoriali. Con questi strumenti chiunque è in grado di riprendere qualsiasi cosa, a nostra insaputa o con la nostra complicità, e poi di diffondere queste immagini in tutto il mondo: un fenomeno in grande diffusione soprattutto tra i giovanissimi. A scuola, nella propria camera da letto, in strada o in ufficio siamo sempre sotto il mirino di qualche telecamera. Questi nuovi esibizionisti hanno amplificato il loro pubblico con l’utilizzo della rete e hanno dato vita a un nuovo fenomeno molto singolare: la spettacolarizzazione della vita quotidiana. Di contro, tra i navigatori della rete è nato un nuovo tipo di voyeurismo che consiste proprio nella curiosità nei confronti delle imprese filmate da chiunque. In questi video pubblicati in rete ognuno può essere protagonista. Ad esempio, per i teen agers apparire su YouTube è una moda molto diffusa che consiste nello sfidare i propri coetanei con imprese sempre più estreme da immortalare con dei semplici telefonini.

Una retro-proiezione su un supporto appeso in mezzo alla stanza ci mostra un collage di video ripresi con il cellulare (scaricati dalla rete).
Il visitatore però può osservare solamente quelli corrispondenti alla posizione occupata dal suo corpo rispetto allo schermo che ha di fronte. Posizionandoci davanti allo schermo, infatti, una telecamera riprende la posizione del corpo e i suoi movimenti. Quindi, in tempo reale, vengono proiettate le immagini raccolte dalla rete solo nella parte dello schermo che corrisponde alla superficie proiettata dallo spettatore.
Così, per poter vedere tutti i video previsti dall’installazione, lo spettatore deve spostarsi, muoversi, allungare le braccia per svelare, ad esempio, le immagini presenti nella parte alta dello schermo. Questa serie di azioni che lo spettatore compie per “vedere cosa c’è da vedere “ rivelano la natura voyeristica di questa curiosità dei nostri giorni. Se vogliamo vedere i video, siamo costretti a diventare complici dell’opera, muoverci, saltare, unire le nostre mani con altri visitatori completando così il gioco di rivelazione delle immagini.

SARA ROSSI

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TV Effects (Kaleidoscope, Optical, Multicolor)


TV Effects, tripla video-installazione progettata originariamente per ‘Tabula rasa’, progetto speciale di “‘The Rest of Now’ Manifesta 7” (13-19 ottobre 2008, ex-Alumix, Bolzano, a cura di Denis Isaia in conversazione con i Raqs Media Collective), celebra l’idea di residuo e di ritrovamento casuale attraverso le tre video proiezioni che la compongono – Kaleidoscope, Optical e Multicolor – realizzate rimontando una collezione di sigle in Super-8 per cineamatori che sono state successivamente trasferite in video e campionate.
Il titolo, TV Effects, si ispira direttamente al nome industriale delle confezioni di dieci strisce da quaranta fotogrammi, punto di partenza del lavoro dell’artista.
Le strisce in Super-8, di circa due secondi ciascuna (trasferite sia a 18 che a 24 fotogrammi al sec.), originariamente numerate, sono state rimontate stravolgendo l’ordine originario, moltiplicate e riproposte in loop in modo ritmico e ad effetto ipnotico.

GIACOMO VERDE

Bio   

Rivel'Azione


Rivel'Azione è un'installazione-performance che gioca, a diversi livelli, sulla rivelazione del possibile rapporto tra scultura, pittura e televisione e i loro diversi tempi di percezione. L'intenzione è quella di creare un grande “mandala meditativo occidentale” sulla costruzione dell'opera visiva nel mondo-tempo delle immagini.
Così presentavo il progetto dell'installazione nel dicembre del 1989, un mese dopo averla realizzata a Melbourne, nella vetrina di un negozio in disuso per un festival dedicato alla creatività italiana. L'ho poi replicata una sola volta al Festival di Arti Elettroniche di Camerino nel 1990.
Sono passati venti anni, ma il valore e il senso di questa “oper'azione” rimangono per me sempre attuali.
La fase finale dell'installazione, il passaggio dal livello strutturale a quello estetico, è volutamente reso pubblico attraverso un vero atto performativo. Quasi un rito laico. Le video-macchine vengono accese e il performer estrae “l'anima metallica” da un vecchio monitor per trasformarla in un'opera di “pittura tridimesionale”. Dipinge anche il pannello circolare, il mandala, che contiene quattro monitor disposti a croce e con il centro vuoto, pronto ad accogliere la scultura dipinta realizzata con “l'anima-del-monitor”. Tutto viene registrato e poi ritrasmesso nei monitor dell'installazione.
Mandala, in sanscrito, vuol dire “cerchio magico” ed è utilizzato in diverse culture da molti secoli per rappresentare le proprie connessioni cosmogoniche, la propria rappresentazione del “mondo” sia materiale che spirituale. è utilizzato come strumento di meditazione specialmente nel Buddismo Tibetano. Ma si trovano anche mandala cristiani, maya, induisti, animisti e tra gli indiani del nord America. E tutti raccontano la profonda connessione tra le “cose del mondo”: il loro centro è allo stesso tempo arrivo e partenza, inizio e fine, entrata ed uscita.
Il mandala di Rivel'Azione, quindi, racconta la propria nascita come se fosse la nascita di ogni “visione” oggi in occidente. Mostra di che materia e di che tempo è fatto e siamo fatti. Racconta del lavoro necessario alla propria esistenza trasformandolo in materia prima. Mostra la profonda connessione esistente tra le diverse arti, dalla pittura all'arte digitale, e quanto sia arbitraria la loro separazione per generi. Racconta di quanta materia sia necessaria per creare l'immaterialità del mondo elettronico, e racconta anche di quanta immaterialità sta dietro ad ogni azione concreta. Mostra anche quanto siano rimaste sostanzialmente intatte le problematiche legate al rapporto tra reale e immaginario, tra reale e virtuale dagli anni '90 ad oggi.
Così dopo vent'anni rieccomi a proporre Rivel'Azione con la coscienza che “l'inganno mediatico-visivo” è diventato ancora più forte e l'auspicio che le azioni artistiche possano comunque servire a migliorare il mondo.

Music


Grazie alla sua interdisciplinarietà, il festival è sempre riuscito a far interagire, in un connubio non discordante, la mostra d’arte con le performance musicali.
Consapevoli della forza sinergica che lega l’arte contemporanea e la musica, e del forte legame che si crea fra le “due” in contesti come il nostro, abbiamo, fin dall’esordio, reso la Musica parte integrante della manifestazione LookAtFestival.
Particolare attenzione è sempre stata dedicata a tutto quello che riguarda le nuove tendenze musicali nazionali e internazionali con un particolare occhio di riguardo allo scenario elettronico ed alle realtà emergenti che non sempre trovano facilità di sfogo in platee più generalizzate.
Live set, Dj set, Permorfance Visive e interazione: uomo, spettatore, strumento, macchina, sono divenute oramai il marchio di fabbrica dei nostri Show.
Caratteristica fondamentale della manifestazione diventa lo spettatore, che diviene attivo fruitore di immagini e suoni.
Alcuni degli artisti che hanno partecipato al Festival:


Teho Teardo (Ita), Danger (Fra), Soniriot (Ger),
Amari (Ita), Scuola Furano (Ita), Musetta (Ita),
Carnifull Trio (Ita), Annie Hall (Ita), Gonzo48k (Ita),
Fake P (Ita), Ninfa (Ita), Supabeatz (Ita), Big Mojo (Ita),
Marco Faraone (Ita), Mark_eno [M!P] (Ita),
Jhon De Leo (Ita), Esterina (Ita), Zombie Nation (Ger),
Golden Bug (Fra). Cécile (Ita), Malente (Ger),
Loopdiggaz (Ita), The Snatchers (Ita).


15.05

Opening Party
Velvet Club - Lucca
h.23:00

22.05

Live Music

Informations Soon...

30.05

Closing Party

Informations Soon...

Info & Dates

VIDEOART

ImmaginAzioni

Videonstallazioni
Ambienti interattivi

Lucca

dal 15 al 30 Maggio 2010



Vernissage 15 Maggio ore 18:00



“Fondazione Centro Studi sull'Arte
Carlo Ludovico Ragghianti”
Via San Micheletto, 3



INGRESSO GRATUITO




ORARIO MOSTRA:
daller ore 11:00 alle ore 19:00

Chiuso il lunedì


CONCERT

Sabato 15 Maggio 2010

Opening Party:
VELVET CLUB
Information soon...

Venerdì 22 Maggio 2010

LIVE MUSIC:
Information soon...

Domenica 30 Maggio 2010

Closing Party:
Information soon...

Tickets: 

SKY STONES & SONGS
Piazza Napoleone, 22
0583/491389

Contacts

Associazione Look At

Via Cittadella, 6
55100 Lucca

info@lookatfestival.it

Videoart:
Tel. 329 96 14 561
Music:
Tel. 349 81 22 709







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